Pesci si nasce, pescatori no!

in|de|ter|mi|na|zió|ne

Amo l’acqua. Guardo incantato le onde del mare e mi perdo nel luccichio del Sole che le accarezza. Amo i colori della superficie, adoro i misteri celati dalle sue profondità. Mare come Grande Madre, Inconscio. Musica.

Acqua che monda: catarsi eccellente. Vita.

Una rapida occhiata alla vetrina: entro nel negozio. Dico tra me e me “Sei già mia” e mi fiondo alla cassa con il cipiglio tipico di chi simula competenza e non ha ben chiaro cosa vuole.

Da quando gli ho passato il compito di algebra, il mio amico Fabrizio, mi segue come fosse un’ombra. Anni duri quelli alle Superiori, anni che lasciano il segno. Anni che galleggiano in un mare di ricordi tra gli abissi della memoria.

Sì, grazie! Mi dia pure quella lì. Sì sì, quella arancione va bene” dico al proprietario del negozio, un tipo sulla sessantina con un retino che tiene incollati al suo capo quei pochi capelli che ancora gli rimangono. Fabrizio, generalmente taciturno ma alquanto estroverso all’occorrenza, ne prende una anche per sè.

Avete presente l’espressione di uno quando risolve un Delta? Io no, perchè di solito copiavo, ma quel senso di gratitudine alla vita lo lessi sul volto del mio amico. Due. Nel negozio ne erano rimaste due sole: offerta speciale di fine stagione! Stagione estiva da adolescenti emancipati passata a lavorare la notte al Mercato della Frutta e della Verdura per pagarci i nostri amati vizi estivi: pescare.

Telescopiche, multi-accessoriate full optional: bellissime! Due gemelle, identiche in ogni piccolo dettaglio: simili ed uniche allo stesso tempo. Era un po’ come vederci doppio senza avere bevuto. “Mia!” esclamo, arrivando per primo alla canna da pesca battendo in volata il caro Fabrizio. Lui, serafico, è ben lieto di essere arrivato secondo: ah!, come amavo la sua devozione… Rotto il salvadanaio, come fossimo Lanzichenecchi, acquistammo di tutto: lenze, ami, galleggianti. Bibi.

Avete forse visto il film Dune? Ecco: i bibi sono quei cosi, ma in miniatura. Puzzano, ma sapeste come ti fanno tirare su i pesci! Già vedevo il vecchio Paco (sì, quel Paco, il micio astronauta) leccarsi i baffi per il ricco bottino che quella sera gli avrei portato a casa.

Due canne (da pesca n.d.a.), un solo mare: due amici. Fabrizio che tira su di tutto: bughe, cefali, saraghi. Io? Huh!

Fabrizio è ancora il mio migliore amico e d’Estate andiamo al mare insieme. Ma non peschiamo più.

Paco, che oramai ci ha lasciato da molto tempo (ciao Paco!), quella sera non mangiò pesce.

Io neppure lo mangio: mi provoca una sorta di peristalsi inversa, quindi, evito.

I pesci? Naturalmente, ringraziano

gidibao

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